Oltre 100 persone alla Gruccia per il flashmob degli infermieri

Claudio Cullurà (Nursind), “Inaccettabili atti intimidatori verso i colleghi”. Il sindaco di Montevarchi Chiassai Martini ha incontrato i lavoratori che hanno aderito all’iniziativa

 

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 Data della notizia:  11.12.2019  15:55

Flashmob nella mattina davanti all’ospedale della Gruccia organizzato dal sindacato autonomo degli infermieri Nursind. L’obiettivo è stato quello di invitare l’Asl Toscana Sud Est a fare chiarezza sulle assunzioni di personale, a fronte di una dotazione costantemente sotto organico. “Inaccettabili atti intimidatori verso i colleghi che desideravano unicamente esprimere solidarietà verso una manifestazione pacifica”, ha affermato Claudio Cullurà, responsabile territoriale del sindacato autonomo degli infermieri Nursind.

“C’è stata una partecipazione oltre le aspettative – dichiara Cullurà – avevamo fatto richiesta per 50 persone, ma eravamo molti di più. Ci ha raggiunti anche il sindaco di Montevarchi, per una manifestazione che cercava unicamente il dialogo, anche con i cittadini. Molti quelli che si sono fermati e informati sulle ragioni del sit-in. Oltre 300 i volantini distribuiti”.

“Peccato davvero che la manifestazione sia stata funestata da un episodio sgradevole: le divise che erano state esposte dai colleghi in servizio in segno di solidarietà sono state sequestrate, con la minaccia di procedimenti disciplinari”.

“Chiediamo di conoscere da chi è partito quest’ordine per cercare di intimorire i colleghi. In ogni caso – conclude Cullurà – non basterà a intimorire il sindacato. Come Nursind continueremo a chiedere all’Asl Toscana Sud Est di sedersi a un tavolo e far luce sulla reale dotazione organica necessaria e sulle prossime assunzioni, in un’area dove si supera di gran lunga il rapporto ideale di un infermiere ogni sei pazienti, arrivando addirittura a 1 a 15. Ne va della salute dei pazienti, oltre che dei lavoratori”.

E il Sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini ha incontrato i rappresentanti del Nursind. “Da tre anni – ha detto – sto lottando per ottenere la classificazione di 1 livello del nostro Ospedale del Valdarno per le specializzazioni presenti e la grande professionalità di medici ed operatori. La salvaguardia della sanità territoriale si basa su dare garanzie concrete alla piena funzionalità dei reparti con dotazioni di personale idonei ai carichi di lavoro sostenuti quotidianamente. Assicurare il personale necessario alle esigenze, significa garantire principalmente un servizio essenziale e di qualità al paziente; significa rispettare chi lavora con ritmi, ferie e riposi adeguati trattandosi di professionalità emotivamente faticose in cui l’accumulo di stress condiziona le prestazioni. Stiamo parlando di una categoria particolare di lavoratori che si occupa di cittadini in condizioni critiche di salute”.

“In tutte le sedi politiche o istituzionali – ha concluso Chiassai – sto chiedendo che finalmente sul nostro ospedale si passi dalle parole ai fatti, investendo risorse certe per risolvere le carenze di organico in quasi tutti i reparti. Non è soltanto con le strumentazioni e le tecnologie che si migliora la qualità dei servizi erogati ma mettendo il personale nelle condizioni migliori a svolgere un lavoro in sicurezza”.